su adynata su mai
martedì 18 ottobre 2011
Mille burle e saggezze in cui
svanisce ogni furto o trucco
desofisticarsi di ogni giallo
di lunazioni, in altri bui
*
Spargete tutt’intorno
semi incerti a manciate,
fogliole o petali, cose vostre
trapassate subito riacciuffate
*
I topinambùr feriti
da una vampata solare
per oscillazioni del ciclo di Bethe
hanno smarrito foltezza fortezza quiete
*
Quale mai senso ebbe il donativo
se nessuna eco l’accolse
e solo il dubbio dovunque s’appose
Ma ora voi, si favi di luce soavi…
*
Esitare, abdicare di laringi, gole -
mancano all’appuntamento
oggi i topinambùr, pur se il loro concento
rilancerà domani istorie e foleù
*
O voi bene affidate,
solerti nel servirci di giallori rari
sul ciglio di incerti afflati
di fallibili itinerari
*
Cieli di azzurro appena allattato
per topinambùr in drappello
a sorvegliare dal cancello
se e come mi senta amato
*
Portate alla più aggrediente evidenza
il vostro sapere per caso-assonanza-baldanza
ciò che mai viene dato per scienza
*
Tribù di signorini
o eroi o dèi strette in bonsai
topinambùr, irreggibile
trapungere dell’autunno
*
Con voi partirò, topinambùr
per meditazioni invisibili, acri, su autunnali tranelli o avalli
su adynata su mai
(incerti frammenti 1994-1996)
Con i giallori degli ultimi topinambùr quest’anno è partito anche Andrea Zanzotto, credo la cosa migliore sia leggere una sua poesia come ha detto anche Marco Paolini.
E quando muore un poeta vero
sarebbe un’occasione d’oro di leggerne una,
almeno una di quelle che ha scritto…
e po muci.



















